Sportivamente abili

 

Se l’attività sportiva può svolgere un ruolo importante nell’esperienza di ogni individuo, lo può tanto di più per i portatori di handicap, non solo dal punto di vista dell’integrazione, per le possibilità di comunicazione e socializzazione che lo sport offre , ma anche dal punto di vista dell’acquisizione di una maggior consapevolezza di sé e delle proprie capacità e, nei limiti del possibile, dell’apprendimento di specifiche abilità motorie.

Lo sport costituisce quindi un’attività privilegiata, nell’ambito della quale sperimentare, attraverso l’ausilio del volontariato, forme effettive ed efficaci di integrazione.

La figura del volontario si configura non solo come correlata all’esercizio di quel determinato movimento fisico-sportivo, ma soprattutto come elemento di socialità e condivisione di un’esperienza di normalità.

Attraverso le varie attività sportive la persona diversamente abile viene aiutata a meglio identificare l’efficienza fisica e viene fornita di un feedback continuo sulla prestazione motoria e cognitiva.

Aumentando l’autoefficacia, cioè la capacità di raggiungere gli obiettivi preposti, lo “speciale sportivo” viene a disporre di un utile materiale per costruire la propria autostima.

Lo sport può quindi rappresentare un’esperienza bella e gratificante, favorire la maturazione e la crescita, può migliorare l’immagine di sé e la sicurezza personale.

 

Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze” - Enice Kennedy Shire. (Giuramento dell’atleta). 

 

  

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